Ayurveda Synergy

Nasce dall’importanza dell’unione tra l’antica saggezza della medicina orientale alla più innovativa metodologia olistica orientale. Abbiamo scelto e selezionato, tra le diverse filosofie, le pratiche e le tecniche più efficaci, creando una sinergia ed un abbinamento unico in modo da offrirvi il miglior risultato possibile.

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Dinacharya

Dinacharya è un termine sanscrito composto da din, che significa giorno e acharya, che esprime l’azione di sentire, di accordarsi con una determinata dimensione.

Dinacharya perciò significa accordarsi con l’ordine quotidiano naturale, seguire delle pratiche che, applicate quotidianamente con costanza, portano uno stato di salute generale e di libertà dalle malattie. Praticare una routine giornaliera significa quindi capire e scegliere ogni giorno ciò che fa bene alla vita ed evitare ciò che le fa male.

I NOSTRI TERAPISTI SONO A VOSTRA DISPOSIZIONE, PREVIA PRENOTAZIONE, PER UN CONSULTO PERSONALE E CONSULENZE ALIMENTARI.

Ma vediamo di conoscere meglio alcuni aspetti tipici della famosa pratica ayurvedica.

Il mattino

Una persona dovrebbe alzarsi dal letto prima dell’alba, poiché l’alba fornisce molti benefici a chi la sa cogliere. In primo luogo un bagno di sole nei primi momenti del giorno è pienamente salutare, mentre nelle ore successive può dare problemi alla pelle.

L’aria ha una concentrazione di ossigeno maggiore nei momenti che precedono l’alba.

 Nelle città la concentrazione di inquinanti è minore.

 Per questo gli esercizi respiratori pranayama danno i massimi risultati, liberando i canali corporei e mentali.

Alzarsi così presto può essere evitato dai convalescenti, se si è stanchi, da chi ha svolto troppa attività sessuale durante la notte (ad esempio le coppie sposate) o da chi non ha digerito il pasto della sera precedente.

Una volta aperti gli occhi, sedendosi sul letto, si fa una breve meditazione (anche non più di un minuto) ricordando Visnu, la divinità della conservazione, nella sua forma con 4 braccia. In una mano tiene il fiore del loto, simbolo di gentilezza. Infatti durante il giorno è necessario munirsi per prima cosa della gentilezza. Purtroppo senza la forza la gentilezza non ha senso, perciò Visnu nella seconda mano tiene un’arma. Nella terza mano ha una conchiglia, simbolo del suono, della parola e della conoscenza, che fornisce la discriminazione per l’uso della forza e della gentilezza.

Senza azione poi, non sarebbe possibile l’applicazione di queste tre, perciò nella quarta mano ha una ruota, simbolo dell’attività incessante, del movimento e dell’esercizio fisico. Come Visnu, che è l’operatore dell’universo, ci accingiamo ad operare nel mondo in questo nuovo giorno. Ricordiamo in brevi momenti la nostra connessione con Paramatma, la forza divina interiore, colui che non può diminuire nelle sue parti e che è in ogni individuo allo stesso modo.

Aperti gli occhi, i Veda (anche se l’Ayurveda non ne fa esplicita menzione) consigliano di vedere come prime cose le seguenti: immagini o foto di divinità, una montagna circondata dalle nuvole, il mare, il sole, una volpe, il tempio di Gopuram, un oggetto d’oro oppure il palmo della propria mano destra. Con queste azioni ci si assicura che la giornata sia produttiva e favorevole. Guardando la propria mano infatti si ricorda che 3 dee risiedono in essa. Si crede che Parvati risieda alla base della mano, Saraswati al centro del palmo e Lakshmi nella parte superiore e sulle punte delle dita. Perciò è importante non offendere mai, con le nostre mani, queste dee, che sono donatrici di tutto ciò che è favorevole alla vita: l’abbondanza, la prosperità, la creazione, il sapere, la salute e l’evoluzione.

Quindi si va al bagno, durante i primi momenti del giorno, fino alle 7 è più facile evacuare in modo corretto gli intestini, poiché l’energia dominante in questo momento è vata, che favorisce il movimento peristaltico. Successivamente predomina kapha che causa pesantezza e scarsa mobilità negli intestini, per questo l’evacuazione sarà più difficile. È importante non ‘spingere’ e non forzare se non c’è lo stimolo a defecare. Un accorgimento per favorire lo stimolo può essere quello di bere dell’acqua calda, leggermente salata, oppure dell’acqua tiepida con il miele.

Ci si lava la bocca spazzolando i denti con una pasta dentifricia che sia piccante, amara e astringente (per le qualità antibiotiche di questi sapori), ad esempio una pasta a base di neem.

È molto importante non ferire le gengive e non causare sanguinamenti, neanche lievi. Queste azioni profumano l’alito, migliorano il gusto della bocca e donano una piacevole fragranza.

Si può praticare poi un auto-massaggio con olio (olio di sesamo, di oliva, di mandorla, di senape, di cocco, etc.) dalla posizione seduta. Scaldare l’olio favorisce il suo potere curativo. Il massaggio dà lubrificazione a tutte le parti del corpo, che proprio come una macchina necessita di questa manutenzione quotidiana per funzionare al meglio.

 L’auto-massaggio avviene dall’alto verso il basso. Da distesi si può praticare un massaggio addominale, muovendo le mani con una leggera pressione, nella direzione oraria della peristalsi (iniziando dall’appendice fino al crasso). Le gambe sono piegate in modo da poggiare le piante dei piedi sul letto. Con il massaggio il corpo tollera meglio gli sforzi fisici, diventa forte e resistente, ben formato e liscio, morbido, la mente è libera dalla depressione e dai problemi nervosi. Infine il massaggio rallenta il processo di invecchiamento aumentando la longevità.

Poi si fa un gargarismo con olio, oppure si fanno degli sciacqui. Mantenere l’olio in bocca rafforza i denti e le gengive, produce un aspetto piacevole del viso, migliora l’aura del viso, previene la secchezza della gola e delle labbra. In questo modo non sarà mai necessario il burro cacao. Inoltre previene le carie e i disturbi dei denti.

Un massaggio alla testa con olio, shirobhyanga, previene il mal di testa e tutte le malattie della testa e del cranio, rafforza il cervello, rafforza i capelli e il cranio, gli organi di senso. Dà luminosità al viso e favorisce un riposo corretto e completo, infine fa fiorire la gioia e la felicità.

Sia al mattino che alla sera, massaggiare anche solo la testa e i piedi equivale ad aver massaggiato tutto il corpo, poiché l’olio penetra e circola in tutto l’organismo attraverso queste due porte speciali. Il massaggio ai piedi ne riduce la ruvidità e la rigidità, allevia l’intorpidimento dei piedi durante la meditazione. Dà chiarezza alla vista e agli altri organi di senso, riduce i problemi legati al nervo sciatico e alle costrizioni di vene e legamenti.

Ecco cosa ci consiglia la tradizione Vedica. Per il resto ci sono i nostri esperti.

Vi aspettiamo per darvi tutto il nostro sostegno possibile.

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